Per il Comune di Pistoia
La città ha subito profonde modificazioni in positivo negli ultimi dieci anni, assumendo un volto più moderno e dinamico. D'altro canto deve esserci altrettanta consapevolezza riguardo le difficili sfide che questa nuova fase ci pone, alle porte di un decennio pieno di incognite, tra turbolenze finanziarie e lo spettro di una nuova fase recessiva che rischierebbe di appesantire ulteriormente gli aspetti emergenziali di una realtà, economica e sociale, sempre più disgregata e di difficile gestione.
Siamo dell'avviso che, di fronte ad un quadro così delineato, la nostra città non possa permettersi di camminare in solitudine. Ed è per questo motivo che una riflessione sulla collocazione del nostro Comune in un contesto di area metropolitana, con una nuova governance commisurata a tale contesto territoriale, dalle politiche di sviluppo economico alla mobilità, dalla valorizzazione turistica alle politiche sociali e sanitarie, diventa ineludibile. La grande sfida sarà quella di saper ritagliare per Pistoia un ruolo da protagonista in un tessuto di interazioni che coinvolgono una porzione importante del territorio toscano, quella più densamente abitata, e, in quel contesto, cercare e trovare le risposte indispensabili per il disegno di una città proiettata verso il 2020.
In un contesto di aumento e diversificazione dei bisogni e di riduzione delle risorse pubbliche sarà innanzitutto necessaria quanto opportuna una riorganizzazione delle politiche di bilancio, e dunque della struttura dell'Ente e delle aziende partecipate, guidata dagli obiettivi di semplificazione e sburocratizzazione, efficienza e trasparenza della macchina amministrativa e che non dimentichi né penalizzi la visione di genere negli impegni politici, economici e finanziari dell'Amministrazione. Riguardo le aziende partecipate, crediamo sia giusto precisare come la politica (a partire dal Consiglio comunale) debba essere in grado di orientarne l'azione, ponendo al centro la necessità ineludibile di investimenti sul territorio (infrastrutture e impianti) e di una complessiva pianificazione su base di area vasta che favorisca uno snellimento dei CdA e una riduzione delle indennità con conseguente diminuzione dei costi di gestione.
Dovranno essere ripensate le politiche pubbliche dei servizi. Sull'acqua la coalizione di centro-sinistra si impegna in un percorso che abbia come finalità l’attuazione dell’esito referendario. Fermo restando la necessità di un intervento legislativo nazionale, noi pensiamo che la soppressione della remunerazione del capitale investito debba essere in questa fase trasformata in risorse, aggiuntive rispetto a quelle già concordate nel piano previgente, che dovranno essere impiegate nel potenziamento del servizio tramite l'effettuazione dei necessari investimenti sulla rete idrica e fognaria e un più forte ruolo pubblico di indirizzo e controllo su tariffe e impiego delle risorse. Per quanto riguarda la modalità di gestione, che immaginiamo pubblica e democratica, intendiamo perseguire un modello che faccia della partecipazione dei cittadini utenti un marchio distintivo, l’istituzione di un’Autorità idrica con il ruolo centrale dei Comuni, una forte programmazione regionale degli interventi necessari.
Si ritiene fondamentale impegnare la futura Amministrazione al conseguimento della ripubblicizzazione in tempi certi e comunque non oltre la scadenza del contratto in essere ed evitando proroghe. Sarà inoltre necessario uno sforzo ulteriore e straordinario che ci consenta di conseguire una maggiore incisività nella lotta all'evasione fiscale, dando impulso all’attività del Servizio Tributi, al fine di soddisfare criteri di giustizia ed equità e dando nuove prospettive per quanto concerne la reperibilità di risorse aggiuntive.
SVILUPPO ECONOMICO, LAVORO, REALTA' PRODUTTIVE E TURISMO
Di fronte a numeri allarmanti sul ricorso alla cassa integrazione, tassi di disoccupazione e inattività giovanili, non è facile impostare una valutazione serena sulle prospettive future del nostro territorio. Se a tutto ciò abbiniamo il dato secondo cui un giovane su due, nella nostra Regione, ha un lavoro precario, risulterà ben evidente che la situazione da affrontare ha notevoli tratti di drammaticità. Quali politiche di inclusione è dunque possibile attuare? Questa sarà indubbiamente una delle principali sfide per il prossimo futuro, che ci impegnerà ad un'attività di riduzione della precarietà lavorativa nei settori economici sui quali il comune può intervenire, sia direttamente che indirettamente, promuovendo il lavoro garantito e dignitoso; ad un sostegno concreto all'imprenditorialità locale, con un’attenzione alle aziende dell’indotto industriale, all’artigianato in grave difficoltà ed alla microimprenditorialità, lasciata sola ad affrontare i costi della crisi, con particolare riferimento a quella femminile e giovanile, al fine di sostenere il rilancio economico del territorio e l'occupazione senza perdere di vista un quadro generale di riferimento che rinforzi, attraverso interventi di sostegno, una direzionalità capace di colmare i vuoti vocazionali.
La situazione di crisi può e deve rappresentare un'opportunità. L'Amministrazione comunale ha il dovere di difendere le eccellenze e le competenze che il territorio offre, ma anche di moltiplicare gli sforzi per attrarre finanziamenti da progetti regionali o europei e, più in generale, farsi promotrice nel sostegno all'innovazione, secondo il concetto della "Smart city". Porre argine al fenomeno della deindustrializzazione è altresì un tema fondamentale che può essere arginato con strumenti urbanistici o interventi diretti sul settore economico.
AnsaldoBreda. Riteniamo che il settore ferroviario sia centrale e strategico. Noi non consideriamo praticabile l'ipotesi di un disimpegno statale dal settore.
Lo stabilimento pistoiese, insieme al proprio indotto, rappresenta un patrimonio insostituibile per il nostro territorio, non soltanto da un punto di vista occupazionale, ma anche sotto un aspetto identitario e vocazionale. Riteniamo dunque indispensabile affermare la nostra contrarietà alla vendita e alla dismissione dell'azienda, insieme alla necessità di un piano di risanamento e sviluppo.
Riteniamo che Regione Toscana, Comune e Provincia debbano continuare a parlare con una sola voce, dando forza non solo al tessuto occupazionale pistoiese, e quindi al benessere sociale ed economico dei cittadini, ma anche ad un grande ed ambizioso progetto che abbraccia sviluppo economico e tecnologico, turismo e valorizzazione del patrimonio storico-culturale: il “Distretto ferroviario”.
Il settore florovivaistico. A fronte di dati incoraggianti sulle esportazioni, crediamo sia necessario mantenere alta la guardia e richiamare alla prudenza in attesa di dati che possano auspicabilmente confermarci l'effettiva esistenza di un trend positivo.
La globalizzazione dei mercati ci obbliga, d'altra parte, ad una valutazione seria sulla competitività del vivaismo pistoiese, in un contesto di concorrenza internazionale sempre più complesso. Pur con la presenza del Ce.Spe.Vi., il cui ruolo necessiterebbe una ridefinizione, l'attività di ricerca e sperimentazione risulta essere insufficiente, nonostante i rapporti di collaborazione con le Università di Firenze e Pisa. In campo florovivaistico, inoltre, non secondaria è la tutela del territorio e, in particolare, dell'acqua; in questo senso intendiamo promuovere esperienze di innovazione che puntino al recupero delle acqua reflue e alla contestuale tutela della falda in termini di inquinamento e sfruttamento.
Turismo. La città in futuro dovrà riuscire a configurarsi sempre maggiormente come centro turistico e culturale dinamico e propositivo, sfruttando fino in fondo le proprie specificità e puntando sul marketing territoriale. In quest'ottica, cogliendo l'opportunità offertaci dal “Distretto ferroviario”, sarebbe fondamentale rendere permanente l'esistenza, in prossimità del quartiere San Giorgio e della stazione, del Deposito dei Rotabili storici, particolarmente significativo per la presenza sul nostro territorio di AnsaldoBreda e di una linea ferroviaria, la Porrettana, di immenso significato storico. A questo progetto si affianca la già vasta rete museale e di iniziative culturali che fanno del nostro Comune un'area di grande ricchezza caratterizzata da una considerevole varietà dell'offerta. Tutto ciò rappresenta la base di partenza per proseguire sulla strada dell'incremento nella disposizione di risorse alberghiere e di servizi per l’ospitalità. Siamo profondamente convinti che Pistoia abbia molto da dire in questo senso. Per questo motivo crediamo che sia uno dei settori con il più ampio margine di sviluppo e sul quale sarà opportuno saper scommettere con un'offerta all'altezza della sfida.
Riteniamo, inoltre, che il ruolo dell'Università nell'area pistoiese debba essere aggiornato secondo criteri legati alla centralità di Ricerca ed Innovazione come volano per una ripartenza che sappia mettere al centro lo sviluppo, come fondamentale arricchimento di competenze e know-how per l'intero tessuto imprenditoriale cittadino, dalle piccole/medie imprese fino alle grandi realtà industriali. Crediamo che esistano settori ad alto contenuto tecnologico dotati di grandi potenzialità, come quello dell'ICT, sui quali sarebbe opportuno riflettere per le prospettive del nostro territorio, anche e soprattutto in una dimensione di area vasta. Siamo inoltre del parere che l'attivazione di un sistema di master e corsi post-universitari ad alta specializzazione potrebbe essere utile nell'ottica della valorizzazione di specifiche vocazioni e nella ridefinizione delle prospettive accademiche nel contesto locale. Infine, parlando di sviluppo economico, una coalizione di centro-sinistra non può prescindere da concetti quali la valorizzazione della formazione, la lotta all'evasione fiscale e al sommerso e la trasparenza negli appalti e nelle esternalizzazioni, al fine di favorire aziende che garantiscano lavoro a tempo indeterminato, sicurezza sul posto di lavoro e tutela dell'ambiente.
SANITA', WELFARE E SERVIZI ALLA PERSONA
Stiamo vivendo una fase nella quale i tagli da parte dello Stato centrale stanno assumendo una dimensione imponente (al 2012, raggiungeranno l'importo di oltre 5,5 milioni di euro) e condizionante nelle politiche di bilancio, riguardo la quale sarà necessaria una efficace campagna informativa che veda impegnata anche la nostra coalizione in un'opera di consapevolizzazione riguardo la grave situazione in atto.
La valutazione del livello e della qualità dei servizi che l’attuale governo pistoiese e quelli precedenti hanno saputo mettere in campo è positiva. Tuttavia il graduale ma costante impoverimento della classe media sta dando vita ad una fascia di bisogno sempre più ampia. E' fondamentale ripensare i rapporti tra i vari soggetti (pubblici, cooperativi, di volontariato), che dovranno essere improntati al dialogo, alle informazioni sulle risorse disponibili e alla programmazione congiunta sugli interventi da mettere in atto, onde evitare inutili sovrapposizioni sugli stessi settori e assenza o scarsità di offerte su altri.
L'entrata in funzione del nuovo presidio ospedaliero e l'applicazione del modello per “intensità di cura”, al passo con una moderna visione del paziente come soggetto “complesso”, renderà necessario un modello organizzativo basato sulla centralità di forme di servizi integrati e sulla “continuità di cura”. Per questo motivo, siamo dell'avviso che la Società della Salute, alla quale devono essere richiesti indirizzi chiari e definiti da parte della Regione, sarà chiamata ad intervenire con azioni efficaci sui determinanti della salute attraverso misure che rimuovano tutti quegli ostacoli sociali, economici e culturali che frenano la piena affermazione di diritti fondamentali della persona; da un punto di vista organizzativo ed amministrativo dovrà rispondere all'evoluzione del modello sanitario di cui l'Ospedale stesso è espressione. La presenza del Comune dentro la SdS si configura proprio in questi termini: rafforzamento del legame tra bisogni del cittadino/utente (con eguale attenzione per tutte le aree del territorio), valorizzazione del ruolo dei Consigli comunali all'interno della Società stessa e territorialità dei servizi. E' senza dubbio rilevante anche il ruolo, finalmente istituzionalizzato, che l'Associazionismo ed il Terzo settore potranno svolgere nella SdS nella programmazione dei servizi territoriali sanitari.
Politiche educative. Vogliamo continuare ad affermare la centralità delle politiche educative in un'ottica di life-long learning (apprendimento lungo tutto il corso della vita), insieme alle opportune azioni di tutela dei servizi comunali all'infanzia. Riteniamo fondamentale poter estendere la copertura del servizio anche tramite l'apertura ad un privato di natura sociale, di cui il Pubblico sia garante e controllore, anche sui delicati temi dei costi e dell'accesso ai servizi stessi, e attraverso forme innovative di coinvolgimento delle famiglie.
Politiche familiari. Occorre sviluppare azioni efficaci rivolte alle diverse tipologie di famiglie: accogliere i nuovi disagi e impedire che si cronicizzino (a partire dai disagi psicologici derivanti dalle condizioni sociali, economiche e lavorative); intervenire nei carichi di cura familiare che, come sappiamo, tendono a gravare soprattutto sulle donne. In questo contesto sarebbe necessario mettere in campo misure di intervento volte all'ottimizzazione del rapporto vita/lavoro: dal Piano regolatore dei tempi della città ad un Piano dei servizi attento alle politiche di genere, fino al Bilancio di genere.
Politiche abitative. Di particolare rilievo la situazione delle locazioni in ERP (abitazioni in affitto a canone sociale e a canone moderato). Le graduatorie per l’ottenimento di alloggi popolari sono in vistoso allungamento. Prima di qualunque tipo di intervento consideriamo opportuna un’attenta disamina dei vari alloggi a disposizione, per una più fruttuosa razionalizzazione delle strutture di cui disponiamo, eventualmente rivedendo anche il metodo di assegnazione, laddove di competenza comunale, degli alloggi e le categorie di punteggio.
Immigrati. Rappresentando una fascia sempre più consistente della popolazione pistoiese, riteniamo sia fondamentale procedere con ogni mezzo possibile sulla strada dell'integrazione.
Sarà importante dotare il Centro Interculturale del Comune di Pistoia di tutti i mezzi necessari affinché, di concerto con realtà cooperativistiche e di privato sociale, nonché coordinandosi con gli uffici del territorio che si occupano di migranti, possa rispondere in maniera efficace ai bisogni della propria utenza con particolare attenzione alla messa a disposizione di spazi fisici di aggregazione e integrazione. Affinché le persone migranti partecipino alla vita democratica della città, proponiamo di individuare istituti di rappresentanza e riconosciamo loro il diritto di voto ai referendum e alle altre consultazioni comunali.
Dovremo essere in grado di monitorare con attenzione particolare il fenomeno degli incidenti sui luoghi di lavoro, nell'ambito dei quali il numero di stranieri coinvolti appare rilevante, a testimonianza del fatto che esiste una fascia consistente di “lavoro nero” che coinvolge in maniera prevalente le fasce di popolazione più “deboli”. La città in questi anni, con l’arrivo dei migranti, è cambiata profondamente, assumendo un volto sempre più multiculturale, e confrontandosi con una multireligiosità prima sconosciuta, in virtù della presenza cospicua di comunità ortodosse e musulmane e della presenza pur minore di altre comunità cristiane. L’Amministrazione locale dovrà saper mettere a valore questo grande patrimonio affrontando laicamente le sfide di un mondo in continua evoluzione e adoperandosi per il reperimento di spazi dignitosi e fruibili per la varie espressioni culturali e di fede.
La coalizione ripudia ogni forma di razzismo e xenofobia e si impegna a costruire un percorso sostenibile e duraturo che combatta stereotipi e luoghi comuni nella scuola, nello sport, nella cultura, nella pubblicità e nell'informazione.
Disabili. Accrescere gli interventi di tutela nei confronti dei cittadini disabili e non auto-sufficienti (sempre partendo dalla fondamentale integrazione tra tutti i servizi del territorio) con particolare riferimento ed attenzione al tema delle barriere architettoniche, da abbattere laddove esistenti, e da evitare nella realizzazione di nuove edificazioni e strutture al fine di portare avanti un progetto di città a misura di disabile.
Qualunque politica sociale degna di questo nome deve partire dai concetti di equità e solidarietà. Per essere realmente solidali è necessario interpretare il significato del concetto di equità partendo da una valutazione tanto limpida quanto congrua dei reali bisogni del cittadino. Occorre dedicare particolare attenzione ad una profonda analisi dei criteri di assegnazione dei servizi di assistenza alla persona. La scarsità delle risorse ci impone di far efficacemente emergere in maniera sempre più incisiva ed efficace il “sommerso”, in quanto principale causa di sperequazione.
TERRITORIO E AMBIENTE, URBANISTICA, MOBILITA’ ED INFRASTRUTTURE
L’urbanistica può e deve dare un contributo alla ripresa economica, favorendo un nuovo modello di sviluppo, più sobrio e razionale, più attento ai beni comuni e all’ambiente, basato sulla sostenibilità e nel quale il pubblico assuma il ruolo guida. Deve essere drasticamente ridotto il consumo di nuovo territorio favorendo processi di recupero del patrimonio edilizio esistente e di “rigenerazione urbana” con particolare attenzione ai plessi di proprietà pubblica (Ospedale del Ceppo, ville Sbertoli, ex-Crocifissine) che dovranno mantenere una prevalente destinazione ad interesse collettivo.
In particolare, sull'Area Ceppo riteniamo che debba essere portato avanti il progetto della cittadella della salute, destinando una porzione rilevante a verde pubblico, fermo restando quanto deliberato dal Consiglio comunale.
Deve essere altresì favorita: la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e privato, sviluppando un piano basato sulle energie rinnovabili (utilizzando a tal fine discariche, tetti di edifici pubblici, creando campi fotovoltaici di azionariato popolare), l’incentivazione della bioarchitettura, investimenti in residenze sociali e co-housing. Si cercherà inoltre di favorire forme di mixitè basate sulla massima chiarezza, finanza di progetto con forte governo pubblico, il recupero dei piccoli ma diffusi spazi vuoti a luoghi di socializzazione in un'ottica di riappropriazione del bene comune da parte dei cittadini; dovremo infine farci promotori della qualità diffusa, a partire dai cosiddetti “centri periferici”. Dobbiamo opporci alla deindustrializzazione del nostro territorio e pertanto deve essere mantenuta la destinazione industriale-artigianale per le aree dismesse o in via di dismissione (Mas, Radicifil, ex-Martinelli, ecc...).
Per quanto riguarda il commercio, vanno esclusi nuovi insediamenti della grande distribuzione. Vanno invece confermate le previsioni di un contenuto sviluppo della piccola-media distribuzione e di adeguamento delle strutture esistenti nel rispetto dei requisiti e standard di legge.
Mobilità ed infrastrutture. La mobilità deve tornare ad assumere una nuova centralità in ambito metropolitano-regionale, anche nell’ottica di Pistoia città sostenibile, valorizzando forme di mobilità pubblica e collettiva aventi come riferimento un nuovo modello di mobilità con al vertice quella pedonale, poi quella ciclabile, poi i mezzi di trasporto pubblico ed infine quella privata. A tal fine dovremo prevedere un percorso partecipato con i cittadini e le varie associazioni che porti alla progressiva pedonalizzazione di piazze e vie del Centro storico, dotandolo di adeguati parcheggi di attestazione. Si dovranno prevedere percorsi ciclo-pedonali protetti di penetrazione e cercare, pur con le difficoltà economiche esistenti, di rilanciare il trasporto pubblico che dovrà basarsi su un modello di attestamento ai margini del Centro storico funzionale al collegamento con i parcheggi scambiatori (usando minibus elettrici) e con le frazioni da dotare di un migliore e più capillare servizio. La necessità di spostamenti rapidi ed efficaci a livello metropolitano e regionale e la convinzione che la nostra città possa sfruttare la sua posizione strategica di anello di congiunzione fra l’asse Firenze-Prato-Pistoia e l’area Lucca-Pisa-Livorno, richiedono la dotazione di nuove infrastrutture, da quelle su rotaia, particolarmente significative poiché eco-sostenibili e la cui necessità deve essere rilanciata con forza (in questa ottica va sollecitato il raddoppio della linea ferroviaria Pistoia-Lucca e la realizzazione della cosiddetta “metropolitana di superficie” da collegare ad una complessiva rivalutazione e valorizzazione della Porrettana), alla terza corsia della A11, già finanziata. Su scala locale riteniamo prioritaria la realizzazione del nuovo casello autostradale ad Est in modo di alleggerire i flussi nella parte sud della città, il prolungamento di via S. D’Acquisto e la contestuale riqualificazione di viale Adua, il collegamento fra la tangenziale Est e la SP 24 Pistoia-Riola con la massima attenzione per l’inserimento paesaggistico, il completamento della strada interquartiere Nord, compatibilmente con la qualità ambientale del contesto, finalizzato ad un alleggerimento dei carichi sulle zone di Via Antonelli/Fornaci e delle Casermette, tale da permettere un miglioramento della viabilità ed un generale progresso nella qualità della vita per gli abitanti della aree sopra citate.
Messa in manutenzione e sicurezza del territorio. Per la messa in sicurezza idraulica, oltre all'ampliamento del bacino di Gello ed alla cassa di espansione dei laghi Primavera, serve anche una rete di piccoli bacini di raccolta delle acque piovane con il duplice scopo di laminare i picchi di piena e di far fronte all’imprevedibilità delle piogge stoccando acqua da usare per usi idro-potabili ed irrigui nei periodi di siccità. Nell'area del Parco delle Limentre di competenza del Consorzio Ombrone, dovranno essere messi in atto interventi di messa in sicurezza sui corsi d'acqua.
Per un futuro più sicuro servono sia un'attenta gestione del territorio che opere infrastrutturali, prioritariamente con tecniche di bio-ingegneria ed ingegneria naturalistica, utili anche ad attivare una filiera virtuosa che utilizzi materiali dei nostri boschi ed il lavoro delle nostre aziende di settore.
La salvaguardia dei boschi mette a disposizione grandi quantità di biomassa, che potrà essere utilizzata anche per nuove piccole centrali diffuse, da utilizzare insieme al mini e micro-eolico ed al fotovoltaico, sburocratizzando al tempo stesso il rapporto tra i piccoli produttori di energia e l'Amministrazione comunale. Dovremmo anche chiedere che la Regione autorizzi, almeno in via sperimentale, un impianto di produzione di energia a biomasse che utilizzi gli scarti vegetali del vivaismo raccolti separatamente, solo se derivanti da prodotti biologici, ottenendo il duplice risultato di avere una ulteriore fonte di energia rinnovabile a chilometri zero e la riduzione della quantità di rifiuti. Pistoia dovrà inoltre promuovere forme di coordinamento locale per l’energia per valorizzare la vocazione energetica di questo distretto in cui sono già presenti fonti rinnovabili quali idroelettrico, eolico e biomasse, oltre a grandi potenzialità in campo fotovoltaico.
Rifiuti. Negli anni che abbiamo alle spalle, da quando esiste una contabilizzazione precisa, a fronte di impegni legislativi che parlavano di riduzione, la produzione dei rifiuti urbani è aumentata mediamente del 4% all’anno fino al 2008 (fin quando, cioè, tale trend non si è invertito a causa del calo dei consumi conseguente all'avvento della crisi) e la vera sfida sta proprio nella riduzione della pericolosità e delle quantità dei rifiuti prodotti.
La “questione rifiuti” è lo specchio delle distorsioni e delle contraddizioni economiche, ambientali e sociali di un mercato senza regole. Ciò che deve cambiare è il sistema di produzione delle merci, la loro distribuzione e la commercializzazione. E' necessario iniziare da subito con l'incentivazione e l'incoraggiamento di tutte le iniziative tendenti a ridurre la commercializzazione e l’uso dei prodotti usa e getta, prendendo ad esempio l'introduzione delle fontanelle per l'acqua potabile che ha ridotto la quantità di bottiglie di plastica sul nostro territorio.
Per avvicinarci agli obiettivi regionali di raccolta differenziata, dovremo adottare provvedimenti che intervengano a limitare la produzione di rifiuti (sia a livello familiare che aziendale e commerciale) e incentivare il riuso rispetto al semplice riciclaggio ma anche far partire davvero la raccolta “porta a porta” per i cittadini, estendendolo gradualmente alla grande distribuzione ed al sistema produttivo. Servono ulteriori campagne di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata con un duplice scopo: diffondere consapevolezza riguardo l’importanza della separazione alla fonte delle varie tipologie di rifiuti e migliorare la percezione dei consumatori verso i prodotti ottenuti con materie prime riciclate.
Dovrà anche essere rafforzato l'impegno dell'Amministrazione rispetto all'acquisto di materiali riciclati con gare di appalto per la realizzazione di opere pubbliche che contengano clausole preferenziali, quando addirittura non obbligatorie, per la fornitura o l’uso di materiali derivanti dal riciclaggio dei rifiuti.
Il riuso, il riciclo e la raccolta differenziata, dovranno essere accompagnati dalle realizzazione dell'impiantistica necessaria a completare una filiera virtuosa.
POLITICHE GIOVANILI, CULTURA E SPORT, SCUOLA
La politica ha innanzitutto una grande responsabilità. In questi tempi stiamo assistendo ad un progressivo quanto apparentemente inesorabile processo di allontanamento dei giovani dalla politica stessa. Di fronte ad un gap che ormai è rintracciabile anche nella dialettica, generazionale ma non solo, tra coloro che hanno meno di 40 anni e le Istituzioni, ad ogni livello, la nostra risposta deve essere incisiva. E lo potrà essere solo se riterremo che sia giunto il momento, senza più possibilità di rinviare ad un futuro indefinito, di mettere in campo una nuova generazione politica. Una generazione che, una volta acquisite responsabilità di governo, sappia dimostrare di avere il coraggio di scommettere sul proprio futuro.
Politiche giovanili. Riteniamo un esempio virtuoso il progetto “Giovani Sì” della Regione Toscana che il Comune di Pistoia dovrà contribuire a sostenere e a diffondere capillarmente sul territorio.
Siamo dell'opinione che sul nostro territorio esistano alcune esperienze che meritano di essere valorizzate con ogni sforzo. Ci riferiamo, in particolare, a strutture, alcune già in funzione (la Biblioteca San Giorgio), altre in via di ultimazione (la Cattedrale), altre ancora da recuperare a funzioni di pubblica utilità (le Ville Sbertoli, l'Area Ceppo), che rappresentano un grande valore aggiunto per il nostro territorio, per il tessuto sociale e culturale della nostra città. Riteniamo importante la creazione di nuovi luoghi di aggregazione e di socialità, anche coinvolgendo direttamente i giovani nel recupero e nella valorizzazione, a fini culturali e di intrattenimento, di spazi dismessi del nostro territorio, evitando al contempo che esperienze consolidate debbano finire.
In merito alla Biblioteca, auspichiamo una maggiore ottimizzazione, in futuro, dei suoi spazi e delle sue straordinarie potenzialità.
Consideriamo fondamentale l'impegno nella promozione di iniziative culturali che pongano la nostra città in una posizione centrale nel panorama toscano, non solo sfruttando nel migliore dei modi le risorse naturali, artistiche e museologiche presenti, ma anche dando un sempre più ampio respiro ad esperienze quali “Dialoghi sull’uomo” e “Pistoia Blues Festival”. Altrettanto importante sarà saper creare sinergie sul territorio nel dare vita ad un sistema organico che dia forza al progetto “Pistoia, città della Musica”. Come non citare poi la grande tradizione pistoiese in ambito teatrale con la presenza sul nostro territorio del Teatro Manzoni e del Teatro Mauro Bolognini, i quali auspichiamo possano in futuro promuovere e valorizzare maggiormente le esperienze artistiche locali.
Un discorso a parte deve essere dedicato al tema dell'Arte contemporanea e ai numerosi musei presenti in città e negli immediati dintorni. Basti pensare alla Villa di Celle di Santomato, al Museo Marino Marini nel Palazzo del Tau, Palazzo Fabroni, al Centro di Documentazione Giovanni Michelucci presso Palazzo Comunale, a Villa Stonorov, sede della Fondazione Jorio Vivarelli. In questo contesto si colloca, dal nostro punto di vista, la proposta di candidatura a Capitale europea della Cultura per il 2019, come un obiettivo da valutare con serietà e consapevolezza, utilizzando il tempo ancora a disposizione per studiare le possibilità concrete di un progetto importante.
Altro argomento di grande interesse collettivo: lo sport. Sia da un punto di vista impiantistico, sia da un punto di vista propositivo e di priorità politica, sarà necessario avviare una stagione nella quale si affianchi agli investimenti sul Calcio un interesse nuovo e concreto per la realtà degli sport cosiddetti minori. Allo stesso modo, auspicabile sarebbe una nostra proposta mirante a favorire l’avvicinamento di giovani e bambini allo sport, tramite l'attivazione di progetti da portare avanti a partire dall’ambiente scolastico.
Movida. Per mantenere ed incrementare l'attrattività della nostra città per i giovani toscani, come risorsa trainante per l’immagine di Pistoia ma anche per la sua economia, compatibilmente all'attenzione sulla qualità della vita degli abitanti del Centro storico (verso i quali il Comune dovrà mettere in opera tutti gli accorgimenti necessari, accessi limitati anche di notte, parcheggi riservati, attenzione al decoro e agli orari), l’auspicio è quello di riuscire a diversificare l’offerta ludica e commerciale, serale e notturna, riuscendo a sviluppare una florida alternanza fra diversi comparti, centro storico, quartiere San Giorgio ed aree periferiche, pensando anche ad un tavolo permanente tra le parti coinvolte. Infine, crediamo sia necessario affermare che la coalizione di centro-sinistra dovrà farsi promotrice, in particolare tra le fasce generazionali più giovani, di iniziative volte all'affermazione del valore imprescindibile dell'antifascismo e della centralità della memoria storica della Resistenza come elemento identitario.
Scuola. Riteniamo un'assoluta priorità il completamento della messa a norma ed in sicurezza degli istituti ed edifici scolastici, compresa la rimozione delle barriere architettoniche ed interventi di riqualificazione energetica. Si propone inoltre che il Comune promuova: aperture pomeridiane delle scuole, mettendo tali spazi a disposizione di una socialità diffusa rivolta ai più giovani; attività di Soccorso scolastico volontario (sfruttando anche i plessi scolastici) da realizzarsi in collaborazione con i mondi del volontariato e dell'associazionismo e sperimentando il coinvolgimento diretto di genitori e docenti disponibili. Vista la riduzione delle risorse statali nel comparto istruzione, sarà infine necessario implementare progetti per l'inserimento di bambini stranieri e il sostegno ai diversamente abili.
LA MONTAGNA E LA COLLINA
Innanzitutto il rischio legato al degrado del territorio e al conseguente dissesto idrogeologico. Riteniamo che una buona parte delle cause vadano ricercate nel progressivo abbandono di determinate attività che rappresentavano un elemento virtuoso nel rapporto tra insediamenti abitativi e territorio. Parallelamente ad un processo in atto di moderato ripopolamento, sarà dunque necessario riportare i centri di interesse – opportunità di lavoro e tempo libero, luoghi di relazione sociale - nelle varie località. Sarebbe interessante sperimentare le possibilità di applicazione delle politiche regionali di incentivo all'occupazione e all'imprenditoria giovanile con particolare riferimento alla nostra realtà montana, finalizzata alla creazione di opportunità lavorative in loco, che possano ricreare col passare del tempo quel rapporto di mutuo beneficio tra attività economiche e produttive e cura degli aspetti manutentivi del territorio che non possono prescindere da una valorizzazione in primis delle produzioni forestali tradizionali (paleria di castagno, legna da ardere).
Strettamente legato a quanto detto finora e di estrema importanza parlando di montagna è il tema delle energie rinnovabili, con particolare riferimento ai settori delle biomasse e del cippato. Un primo impianto di teleriscaldamento a biomasse è stato realizzato a Sammommè, altri sono in fase progettuale. In virtù del grande patrimonio verde che fa delle nostre montagne uno dei territori più boscosi del Paese, riteniamo che si debba incentivare con ogni mezzo l'utilizzo di queste energie.
Altra questione rilevante sarà impedire l'espansione del vivaismo in territorio pede-montano o montano per le conseguenze di impermeabilizzazione del terreno, oltre al pericolo che l'uso intensivo di veleni vari può rappresentare per la flora e la fauna montana.
Consideriamo strategica, da un punto di vista politico, la creazione di momenti di confronto e coordinamento con le altre realtà montane della Provincia (Comuni, Comunità montana).
La Porrettana. E' fondamentale procedere nella direzione di una valorizzazione degli aspetti storici in chiave turistica, per dare una progettualità ad una ferrovia che ancora oggi rappresenta un patrimonio identitario insostituibile per una serie di piccole comunità presenti sul nostro Appennino e per la montagna nel suo complesso. Occorrerà lavorare fianco a fianco con tutte le realtà, istituzionali e non, che hanno a cuore il futuro di questa ferrovia. E' di questi giorni la notizia di un'apertura da parte di Acqua Silva sul tema del trasporto merci su ferro che potrebbe fungere da traino rispetto al dibattito complessivo sull'utilizzo della ferrovia. Sarebbe importante trovare un punto di accordo che permetta una valorizzazione in questo senso.
Parallelamente dovrà essere affrontata la questione già accennata di un collegamento tra Pracchia e l'Area metropolitana (Rifredi?), attivando la sperimentazione da parte di AnsaldoBreda di un tram-treno sulla tratta di collegamento con Firenze, affinché la Porrettana diventi maggiormente rilevante come servizio passeggeri, consapevoli che una maggiore attrattività passa prima di tutto per la riqualificazione produttiva e imprenditoriale della nostra montagna. Riteniamo inoltre che sia necessario attivare servizi di varia natura nei locali di alcune stazioni ferroviarie (ad esempio asili nido).
IL DECENTRAMENTO: PARTECIPAZIONE E RAPPORTO CON I CITTADINI
Crediamo che il Decentramento politico, sul quale il nostro Comune ha fortemente investito da un punto di vista progettuale, debba necessariamente continuare ad esistere. Al di là del mantenimento dei servizi essenziali al cittadino, che non sono messi in discussione e sui quali l'Amministrazione dovrà essere vigile, dovremo avere la capacità di dar vita a nuove forme di rappresentanza politica a costo zero (come imposto dalle nuove leggi vigenti), contestualmente all'attivazione di processi di partecipazione dal basso e ad un rafforzamento del ruolo del Consiglio comunale, in un complessivo riordino degli equilibri istituzionali.
Lo sforzo di fantasia che questa fase richiede ci imporrà di recuperare lo spirito dei vecchi Comitati di quartiere per dare vita a nuove forme di rappresentanza che partano dai concetti di democrazia partecipativa e di quartiere come “comunità politica” ed unità minima di un modo nuovo di intendere il territorio. In questo quadro si inserisce la proposta, già enunciata nella parte dedicata all'acqua, di massima partecipazione e forte inclusività nella gestione dei Beni comuni. Si propone l'istituzione di un osservatorio permanente sulle periferie.
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All'approssimarsi della scadenza elettorale, pensiamo che il CentroSinistra, per proporsi nella continuazione del governo di questo territorio, debba saper interpretare nel migliore dei modi un sentimento popolare non propriamente benevolo nei confronti della politica.
Poiché riteniamo che la politica, la buona politica, sia innanzitutto virtù civica, animata da sentimenti di passione e condivisione, siamo convinti che in una fase delicata nella storia del nostro Paese come della nostra città, sia proprio la politica, per prima, a dover dare dei segnali. Per questo motivo auspichiamo che il 2012 rappresenti un'opportunità per dare, nel nostro piccolo, delle risposte in tal senso, per togliere argomentazioni alla logica perversa del “sono tutti uguali”. Si tratta di una sfida complicata. Governare oggi richiede sforzi inconsueti, quegli stessi sforzi ai quali ogni cittadino animato da quella virtù civica di cui parlavamo pocanzi è chiamato ad ottemperare. Affermiamo dunque la necessità di una politica che faccia della sobrietà uno dei propri caratteri distintivi e crediamo che uno sforzo di credibilità di fronte alla città ci imponga di ragionare in termini nuovi di questioni delicate quali, ad esempio, la già citata riorganizzazione della struttura comunale. Tutto ciò ci indica l'assoluta indilazionabilità dell'apertura di un nuovo ciclo di governo, con politiche pubbliche nuove – da sviluppare lungo la traccia delineata da questo documento – e, come logica conseguenza, una nuova classe dirigente che sappia farsene interprete.
Siamo convinti che la qualità delle donne e degli uomini rappresenti il punto di partenza fondamentale nella costruzione di un progetto ambizioso per il futuro di Pistoia. Per questo pensiamo necessario immaginare la costruzione degli assetti non come frutto di equilibrismi tra i partiti, ma come valorizzazione delle energie migliori, nel rispetto dei principi della democrazia paritaria, e del pluralismo della coalizione.
Pistoia, 20 dicembre 2011